Secondo la Scienza dello Spirito sviluppata all’inizio del Novecento da Rudolf Steiner, l’essere umano è composto di vari corpi con strutture e funzioni differenti.
Il corpo fisico, che è mortale e soggetto alle leggi naturali, è la parte materiale dell’uomo ed è fatto delle stesse sostanze del mondo minerale.
Il corpo eterico (o vitale) è la struttura che mantiene vivo il corpo fisico, è responsabile di crescita, rigenerazione e vitalità. Il corpo eterico è presente in piante, animali e uomini.
Il corpo astrale è la sede della vita interiore, la struttura sottile che contiene e organizza le emozioni, i desideri, le sensazioni, gli impulsi, il piacere e il dolore. Il corpo astrale si identifica come un campo psichico che avvolge il corpo fisico e l’eterico ed è proprio di animali e uomini.
Infine l’Io individuale è una caratteristica specificamente umana, la dimensione in cui si manifesta lo spirito e che permette l’autocoscienza (cioè la consapevolezza di sé), la libertà (la possibilità di agire non solo per istinto o condizionamento), la creatività morale (la capacità di generare nuovi impulsi etici, non semplicemente di seguire regole) e la continuità dell’identità, oltre la nascita e la morte.
Tra il mondo della materia e il mondo dello spirito si colloca l’anima. L’anima è un termine molto frainteso, occorre comprendere che essa non è tanto una struttura o un corpo invisibile, ma piuttosto una funzione dell’essere umano. Per comprendere la differenza fra struttura e funzione a noi è molto familiare la distinzione fra mente e cervello, in cui il cervello è la struttura fisica, e la mente è ciò che svolge la funzione di elaborazione delle informazioni.
Si può identificare il corpo astrale come la struttura di supporto per lo sviluppo dell’anima, le cui funzioni si articolano in tre parti: sentire, pensare e volere. Queste tre attività non operano mai davvero separate: ogni pensiero porta con sé un certo tono emotivo, ogni sentimento tende a cercare un’espressione, ogni atto di volontà nasce da qualcosa che è stato prima pensato e sentito. L’equilibrio o lo squilibrio dell’anima dipende dal modo in cui queste correnti interiori si incontrano.
Il pensare, da solo, ha la capacità di chiarire, ordinare e dare forma all’esperienza. Tuttavia, quando resta isolato, rischia di diventare astratto, distante dalla vita reale. Il volere, dal canto suo, è la forza che porta all’azione, che spinge a trasformare il mondo e se stessi; ma se non è guidato, può scivolare nell’impulso cieco o nell’abitudine meccanica. Tra questi due poli si colloca il sentire, l’anima che sente è quella dimensione interiore in cui ciò che incontriamo non resta neutro: qualcosa ci tocca, ci attrae, ci respinge, ci entusiasma o ci ferisce. Attraverso il sentire il mondo entra in noi e noi entriamo in relazione con il mondo.
L’amore è la forza creativa umana che permette di tenere insieme e armonizzare il pensare, il sentire e il volere.
In questo processo l’Io ha un ruolo decisivo. L’Io non cresce imponendosi sull’anima, né reprimendo sentimenti e impulsi, ma imparando a guidarli dall’interno. Quando pensare, sentire e volere restano disallineati, l’Io è fragile e frammentato: una parte di noi pensa una cosa, un’altra ne sente un’altra, un’altra ancora agisce in modo diverso. Quando invece queste tre forze vengono coordinate attraverso l’amore, l’Io diventa un centro stabile e cosciente. L’essere umano comincia ad agire in modo coerente, perché ciò che pensa, ciò che sente e ciò che fa sono in accordo.
La maturazione dell’Io avviene proprio attraverso questa armonizzazione progressiva. All’inizio della vita, pensieri, sentimenti e volontà sono in gran parte determinati dall’ambiente, dall’educazione e dagli impulsi naturali. Con il tempo, se l’Io si sviluppa, esso impara a rendere il pensare più libero, il sentire più responsabile e il volere più morale. L’amore diventa allora la forza che permette all’Io di uscire dall’egoismo senza perdere se stesso, di aprirsi al mondo senza dissolversi.
In questa prospettiva, l’amore non è il contrario della libertà, ma la sua condizione più alta. È grazie all’amore che l’Io può maturare, perché solo quando pensare, sentire e volere sono uniti interiormente l’essere umano diventa davvero se stesso e può agire nel mondo come un individuo libero e responsabile.